Pubblicato su Come stai [n° 9 2007]

 

MEDICINA DOLCE
Metti i "poli" in equilibrio

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BioGuida n° 14 autunno 2006

Pubblicato su SiIh ette [n° 7 2007]

 

TOUCH FOR HEALTH
Significa "tocco per la salute": è una tecnica che tramite lievi pressioni sul corpo individua i disturbi e li elimina con cure ad hoc

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BioGuida n° 14 autunno 2006

Pubblicato su BioGuida [n° 14 autunno 2006]

 

Flussi energetici a forma di 8:
esercizi energetici per risolvere tanti piccoli disagi

Tra i tanti canali energetici presenti intorno ed all’interno del nostro corpo vi sono i “flussi energetici a forma di 8” scoperti dalla medicina tibetana, che vennero descritti da John Thie, medico chiropratico americano inventore della kinesiologia Specializzata e del Touch for Health come percorsi energetici ausiliari . Essi sono una manifestazione dell’energia elettrica. Si distinguono dai meridiani poiché non possiedono punti di agopuntura e dai chakra e dai plessi nervosi perché non sono vortici energetici.
Disturbi dei percorsi energetici a forma di 8 possono causare senso di affaticamento, di spossatezza, di perdita della centratura, impaccio motorio, difficoltà di apprendimento, indebolimento della vista e dell’udito, disturbi articolari ed altri disagi.
Gli esercizi atti a migliorare il flusso energetico a forma di 8 possono alleviare il dolore, ridurre il gonfiore, migliorare il movimento delle articolazioni, sbiancare le macchie cutanee e le cicatrici, migliorare la flessibilità, la centratura, la postura e generare più energia e vitalità.

Sembrano esserci 18 modelli primari:

  • Quattro “grandi 8” : uno sulla parte anteriore del corpo, uno sulla parte posteriore ed 1 su ognuno dei 2 lati.
  • Dodici “ 8 minori”: tre sulla parte anteriore del corpo tre su quella posteriore e tre su ogni lato.
  • Due “piccoli 8” : uno alla sommità del capo ed uno sulla pianta dei piedi.

Il testo “Energia Tibetana e Vitalità” del Dott. Bruce Dewe di Iksen Edizioni descrive come rilevare disarmonie nel flusso energetico a forma di 8: La kinesiologia specializzata si avvale del test muscolare per mostrare qualsiasi disarmonia relativa all’energia corporea.
Il test d’ingresso che verifica se vi sono disarmonie del flusso energetico a forma di 8 è denominato “test del guanto sfocato” poiché si avvale del fatto che l’aura che circonda le nostre mani è molto simile ad un guanto dai contorni sfocati.

Si effettua nel seguente modo: (Fig. 1)

1° fase:

Colui che esegue il test muove la sua mano destra da sinistra a destra diverse volte facendola passare lentamente molto vicino al corpo ed alle gambe della persona testata, scendendo dall’alto verso il basso e poi risalendo.

2° fase:

Subito dopo, esegue il test del muscolo indicatore,solitamente il deltoide anteriore, che si effettua facendo alzare alla persona sottoposta al test un braccio teso con il palmo della mano rivolto verso il basso con un inclinazione di 45° ed esercitando una pressione continua e costante sul polso per portare il braccio verso il corpo.
Se il muscolo indicatore si scarica cioè non si blocca e procede verso il basso, esiste un disturbo primario nella forma di 8. Alcune persone si sentono “scariche” finché non sono stati corretti i 4 “grandi 8” .
Se il muscolo indicatore rimane carico, “si blocca” non vi sono disturbi primari nella forma di 8

Vi indichiamo di seguito come testare e correggere gli eventuali disturbi relativi ai 4 grandi 8.

Effettuazione dei test sulla parte anteriore del corpo (Fig2)
1. Fate passare la vostra mano dall'orecchio destro (D) alla caviglia sinistra (S) della persona.
2. Eseguite il test sul MI .
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione.
Il MI rimane carico = andate avanti.
3. Fate passare la vostra mano nell'altro senso, dalla caviglia S all'orecchio D.
4. Eseguite il test sul MI.
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione.
Il MI rimane carico = andate
avanti.
5. Ripetete tutto ciò sulle diagonali opposte. Passate dall'orecchio S alla caviglia D, eseguite il test, e poi passate dalla caviglia D all'orecchio S ed eseguite il test.
Esercizio di correzione:
1. Se una direzione fa scaricare il M.I., partite nell'opposta direzione. Eseguite un "movimento" a forma di 8 davanti al corpo, diverse volte.
2. Rieffettuate il test passando la mano nella direzione che ha scaricato il MI, che dovrebbe rimanere carico

Effettuazione dei test sulla parte posteriore del corpo (Fig.3)
1. Fate passare la vostra mano dall'orecchio destro (D) alla caviglia sinistra (S) della persona.
2. Eseguite il test sul MI .
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione
Il MI rimane carico = andate avanti.

Esercizio di correzione:
1. Se una direzione fa scaricare il M.I., partite nell'opposta direzione. Eseguite un "movimento" a forma di 8 davanti al corpo, diverse volte.
2. Rieffettuate il test passando la mano nella direzione che ha scaricato il MI, che dovrebbe rimanere carico.

Effettuazione dei test sulla parte posteriore del corpo (Fig.3)
1. Fate passare la vostra mano dall'orecchio destro (D) alla caviglia sinistra (S) della persona.
2. Eseguite il test sul MI .
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione
Il MI rimane carico = andate avanti. 3. Fate passare la vostra mano nell'altro senso, dalla caviglia S all'orecchio D. 4. Eseguite il test sul MI . Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione. Il MI rimane carico = andate avanti. 5. Ripetete tutto ciò sulle diagonali opposte. Passate dall'orecchio S alla caviglia D, eseguite il test, e poi passate dalla caviglia D all'orecchio S ed eseguite il test.

Esercizio di correzione:
1. Se una direzione fa scaricare il M.I., partite nell'opposta direzione.
Eseguite un "movimento" a forma di 8 sulla parte posteriore del corpo, diverse volte.
2. Rieffettuate il test passando la mano nella direzione che ha scaricato il MI, che dovrebbe rimanere carico.

L'effettuazione dei test sulle parti laterali del corpo (Fig.4)

1. Fate passare la vostra mano sul lato D del corpo, dalla fronte al tallone.
2. Eseguite il test sul MI.
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione.
Il MI rimane carico = andate avanti.
3. Fate passare la vostra mano nell'altro senso, dal tallone D al lato D della fronte.
4. Eseguite il test sul MI.
Il MI si scarica = il flusso a forma di 8 è disturbato in questa direzione.
Il MI rimane carico = andate avanti.
5. Ora fate passare la mano dal lato D dell'occipite al lato D delle dita dei
piedi e ripetete i tests.
dà una risposta stressata quando si esegue un test sul muscolo indicatore.
6. Correggete qualsiasi eventuale disturbo del lato D, poi sottoponete a test e correggete il lato S del corpo.

Esercizio di correzione:
1. Se una direzione fa scaricare il M.I., partite nell'opposta direzione. Eseguite un "movimento" a forma di 8 sul lato coinvolto, diverse volte.
2. Rieffettuate il test passando la mano nella direzione che ha scaricato il MI, che dovrebbe rimanere carico.

a cura di
Cinzia Meschia


Shiatsu-Do n° 38 settembre 2006

Pubblicato su Shiatsu-Do
[n° 38 settembre 2006]

 

A.S.E. : una semplice tecnica Kinesiologia
per alleviare lo stress emotivo

Tutti noi sappiamo cosa si prova quando si è sotto stress: logorio, tensione, irrequietezza, ansia, oppressione, stanchezza emotiva, senso di sfinimento ed altro ancora. Tutte sensazioni che ci rendono la vita decisamente più difficile poiché i limiti della nostra resistenza sono messi a dura prova.
Lo stress deriva da tutte le irritazioni, frustrazioni ed intolleranze che ci troviamo ad affrontare quotidianamente poiché non riusciamo a trovare il “nostro modo” per adattarci agli eventi, quando le cose che vogliamo che accadano non avvengono e ci sembra che non avverranno mai.

Poiché siamo individui unici, ciò che ci disturba e l’intensità di stress che ci causa un determinato evento reale o immaginario differisce da persona a persona. Vi sono tuttavia schemi comuni di cambiamento che si verificano nel nostro sistema corpo-mente quali l’aumento del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna, variazioni del colore della pelle, confusione mentale, difficoltà di concentrazione, eccessi di pianto, sonno inquieto, paure immotivate, iperattività, letargia, depressione. Tutte queste reazioni sono state studiate da Hans Selye padre della ricerca sullo stress che scoprì l’esistenza di un processo comune a tutti gli stress che chiamò Sindrome Generale di Adattamento (S.G.A.) e dimostrò che essa si innesca nel nostro sistema non appena ci rendiamo conto che dobbiamo far fronte ad un cambiamento. Questa sindrome prevede 3 stadi: stadio di allerta, stadio di risposta, stadio di sopraffazione.

STADIO 1: ALLERTA
Quando ci esponiamo a uno stress, il cervello segnala istantaneamente al corpo di immettere nel sangue ormoni da stress (principalmente adrenalina). Questi ormoni vengono secreti dalle apposite ghiandole e vengono trasportati in tutte le parti del corpo. Essi producono cambiamenti del metabolismo di cui i più rilevati sono:

  1. la diminuzione della circolazione sanguigna nel tratto digerente e l’aumento dell’ irrorazione dei muscoli scheletrici dove, gli ormoni da stress preparano ogni cellula a generare più energia.
  2. il rifornimento di sangue alla corteccia cerebrale (parte anteriore del cervello) diminuisce.

Ciò chiude aree non essenziali del cervello ed "incanala" i nostri procedimenti di pensiero. Ora siamo pronti per reagire. Se il motivo stressante è debole e il bisogno di risposta scarso, il procedimento si spegne dopo la fase iniziale. Ritorniamo normali. Ma se il motivo stressante persiste o se il bisogno di reagire è forte, passiamo al secondo stadio della S.G.A.

STADIO 2: RISPOSTA
Questo stadio è chiamato anche "Lotta e fuggi". In esso tentiamo di affrontare il motivo di stress e di proteggere il nostro benessere.
Sia nella lotta che nella fuga il sangue continua ad essere deviato dalla corteccia cerebrale. Quest'area contiene il nostro intelletto, la nostra facoltà di pensiero cosciente ed è destinata a dirigere la soluzione dei nostri problemi complessi. Più siamo stressati, più quest'area viene chiusa. Centri più antichi e più primitivi del cervello prendono il controllo. Qui le decisioni vengono prese inconsciamente basandosi sull'istinto. La sopravvivenza fisica è lo scopo primario.
Fortunatamente, i nostri motivi di stress di solito scompaiono da soli, in caso contrario dobbiamo fare qualcosa per liberarcene. Se il nostro corpo riesce a reagire in modo efficace bruceremo gli ormoni da stress che circolano nella nostra corrente sanguigna e i nostri corpi torneranno pian piano in condizioni normali. Talvolta però gli sforzi che facciamo per fronteggiare il cambiamento ci portano al limite delle forze. A questo punto si innesca un altro meccanismo protettivo, il terzo stadio dello stress.

STADIO 3: SOPRAFFAZIONE
Diventiamo di cattivo umore, squilibrati, non riusciamo a pensare correttamente. Siamo al limite delle nostre capacità mentali. Lo stadio di sopraffazione ci smobilita. Il sangue viene ritirato dalle membra e inviato agli organi addominali, quindi il fegato, i polmoni ed i reni cominciano ad eliminare gli ormoni da stress. Con i muscoli meno irrorati di sangue, le nostre gambe e le nostre braccia cominciano a muoversi più faticosamente. Allo stesso tempo cambiamenti di circolazione nel cervello continuano a ridurre le nostre capacità mentali e ad impedirci di reagire facilmente alle novità. Uno stadio forte di "sopraffazione" provoca un annebbiamento della mente, totale disattenzione, e persino vertigini. A questo livello l'attività fisica esige uno sforzo maggiore. Si sperimenta la fatica che non viene cancellata dal sonno. Poiché nel ventre si è raccolto più sangue, sentiamo spesso una pesantezza in quel punto e vogliamo sederci o stare sdraiati.
Come possiamo aiutare noi stessi e gli altri a superare lo stress?
Il Touch for Health e la kinesiologia specializzata mettono a disposizione una semplice tecnica per ridurre lo stress chiamata A.S.E. : alleviamento dello stress emotivo che possiamo facilmente usare :

  • ci sentiamo in preda a stress mentale o emotivo o all’ansia
  • per alleviare paure o fobie
  • per creare un programma mentale di massima performance
  • prima o dopo una competizione o una gara
  • quando siamo in presenza di un trauma fisico o emotivo

Come si esegue l’A.S.E ?

SCENARIO
I punti utilizzati per questa tecnica sono posti sulla fronte, più precisamente sulle prominenze frontali, sulla stessa linea verticale delle pupille, a circa metà della fronte.

IL TOCCO LEGGERO
Per ottenere l’effetto calmante toccate leggermente le prominenze frontali con i polpastrelli, non con le punte delle dita. La pressione deve essere leggera, sufficiente per spostare leggermente la pelle. Toccando i punti, potreste sentire una lieve pulsazione sotto le dita. Quando diventa sincronizzata su tutti e due i lati significa che l’esercizio è stato fatto per un tempo sufficiente. La tecnica agisce ugualmente anche se non sentite le pulsazioni. Con la pratica imparerete a sentire le pulsazioni quasi tutte le volte che farete l’alleviamento dello stress.
Pensate alla situazione che è fonte di stress dall’inizio alla fine per più volte, cercate di immaginare i dettagli e di immedesimarvi nella situazione. Se state lavorando con un'altra persona potrete osservare un cambiamento nel respiro, nel colore della pelle e nella tensione posturale.
A seconda del tipo di stress che la situazione mostra, potete tenere i punti per una durata che va da 20/30 secondi fino a 10 minuti. In Kinesiologia Applicata questi punti vengono chiamati neurovascolari e secondo gli studi del Dr. Bennet agiscono per cambiare il flusso sanguigno nel cervello e nello stomaco. Gli effetti di riduzione dello stress sono tangibili ed in molti casi possono essere molto profondi.

LA COMODITA’
La comodità è un fattore importante. Se eseguite da soli questa tecnica mettetevi distesi o seduti ad un tavolo, sul quale potete appoggiare i gomiti in modo che le vostre braccia non si stanchino. Se la fate ad un’altra persona, assicuratevi di essere entrambi in una posizione comoda in cui potete rilassarvi, facendo attenzione in particolare ai polsi di chi posa la propria mano sui punti.

CHI LO FA?
Alcune persone dicono che questa tecnica funziona meglio se è un’altra persona a tenere la mano sui vostri punti, altri hanno riscontrato che è ugualmente efficace, anche se la si pratica da soli. Coloro che vivono da soli o che non hanno facilità a trovare qualcuno con cui praticare la tecnica, hanno trovato utilissimo saperla fare da soli. Spesso questa tecnica funziona meglio se si chiudono gli occhi mentre si rivede la situazione.

Buon A.S.E a tutti!

a cura di
Cinzia Meschia


BioGuida n° 13 estate 2006

Pubblicato su BioGuida [n° 13 estate 2006]
"Alleviare lo stress"

 

UNA TECNICA PER ALLEVIARE LO STRESS

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Clicca qui per vedere la pagina 2

 

a cura di
Cinzia Meschia


BioGuida n° 12 primavera 2006

Pubblicato su BioGuida [n° 12 primavera 2006]
"Kinesiologia dell'apprendimento"

 

TOUCH FOR LEARNING: KINESIOLOGIA DELL'APPRENDIMENTO

Il Touch for Learning fa parte della kinesiologia specializzata e si focalizza sull'insegnare alla mente, al corpo ed allo spirito a lavorare insieme attraverso specifici movimenti di integrazione.
E' risaputo che il cervello è formato dall' emisfero destro e da quello sinistro, collegati tra loro dal corpo calloso. Ogni emisfero ha le sue caratteristiche: l'emisfero sinistro è focale, analitico, sequenziale, è conosciuto come cervello analitico o "try". L'emisfero destro o "reflex" è globale, non si occupa del particolare ma sintetizza il tutto. Quando si è sotto stress o si è poco allenati nell'usare il cervello in forma integrata la comunicazione tra i due emisferi può bloccarsi.
Esiste una relazione diretta tra le specifiche difficoltà di apprendimento e la mancanza di integrazione emisferica.
La lettura, la scrittura, il calcolo matematico,l'atletica e qualsiasi altra forma di apprendimento, per essere svolte in maniera ottimale, richiedono una integrazione delle capacità specifiche di entrambe gli emisferi cerebrali. Quando si hanno difficoltà di apprendimento le due metà del cervello non lavorano insieme in modo integrato.

In questi casi c'è la preferenza ad usare solo 1 dei 2 emisferi: o si usa troppo il cervello try (emisfero sinistro) e non si ha quindi sufficiente capacità per elaborare l'immagine globale, non si riesce ad apprendere in modo rilassato, libero da stress oppure si usa troppo il cervello reflex (emisfero destro) e non si ha sufficiente abilità per concentrarsi e per elaborare le informazioni in forma logica e sequenziale. In questi 2 casi si opera in una forma unilaterale anziché integrata

Le tecniche di Touch for Learning consentono di imparare ad individuare e ridurre le più comuni forme di stress nell'apprendimento per ripristinare la corretta comunicazione tra corpo e mente, consentono di apprendere accedendo in modo integrato alle facoltà dei 2 emisferi cerebrali non accontentandosi più di una elaborazione omolaterale. La procedura di rieducazione consiste nel dare specifiche informazioni all'unità corpo-mente attraverso esercizi mirati di integrazione dopo aver utilizzato diversi test muscolari per evidenziare le aree di stress a cui una persona è soggetta.

Un miglioramento dell'integrazione emisferica può dar luogo ad un miglioramento delle funzioni cerebrali di apprendimento nelle seguenti aree.

Schema energia

Non è sempre facile predire il miglioramento specifico di una qualsiasi area, perché il cervello è estremamente complesso e ogni caso individuale ha una propria storia di difficoltà di integrazione. Ciò a cui le tecniche di Touch for Learning mirano è un generale miglioramento dell'integrazione emisferica e specifici miglioramenti nelle aree in cui la persona presenta maggiore difficoltà. Affinché gli esercizi proposti dalla Kinesiologia dell'apprendimento risultino davvero efficaci, è necessario praticarli 5 - l0 minuti due volte al giorno per un periodo di tempo sufficiente che varia da persona a persona e viene determinato con l'ausilio del test muscolare.


Vi presentiamo ora 2 semplici esercizi che fanno parte della kinesiologia dell'apprendimento

"Agganciamento di Cook" ed "esercizio dell'infinito":
Agganciamento di Cook: Questo esercizio mette in comunicazione parecchi canali elettromagnetici del corpo quali i meridiani dell'agopuntura presenti sulle braccia e sulle gambe, i flussi di energia della "figura 8 tibetana", le linee di flusso energetico di "Polarity Therapy" . Mettere questi schemi energetici in comunicazione e respirare con regolarità riduce lo stress e permette al corpo di ritrovare l'equilibrio. L'agganciamento di Cook corregge gli stati di iperenergia: eccesso di energia nel meridiano Vaso Concezione. Quando si è in presenza di eccesso di energia ci si sente spesso confusi e si ha difficoltà di concentrazione.

Come eseguire l'esercizio che prevede 2 fasi successive.
Prima fase: tenete le braccia e le gambe nella specifica figura dell'otto (Fig. 1).
Seconda fase: unite leggermente le punte delle dita delle mani mentre tenete la punta della lingua appoggiata al centro del palato (questa tecnica si usa nelle arti marziali) (Fig. 2).

Fig. 1(Fig. 1)Fig. 2(Fig. 2)

Per la maggior parte delle persone la prima fase consiste nel:

  • Mettere la caviglia sinistra sopra il ginocchio destro.
  • Mettere la mano destra sopra la caviglia sinistra.
  • Portare la mano sinistra attraverso il corpo e poi giù per trattenere la pianta del piede sinistro avvolgendo le dita del piede con le dita della mano.

Per tutti la seconda parte consiste nel:

  • Mettere leggermente a contatto tutte le punte delle dita e tenere i piedi ben appoggiati a terra.

Per alcune persone risulta più efficace eseguire la prima parte in modo inverso a quanto sopra esposto, (piede destro con la mano sinistra sopra la caviglia e la mano destra che passa attraverso il corpo per toccare la pianta del piede destro).
Usate la posizione più comoda e congeniale per Voi.
Ogni fase va eseguita per la durata minima di un minuto e massima di 10 minuti.
E' importante: Sedersi in modo tale che le spalle e braccia siano rilassate, continuare a respirare regolarmente, mantenere la punta della lingua appoggiata la centro del palato, appoggiare bene i piedi sul pavimento.

Esercizio dell'infinito: questo esercizio è eccellente per le persone che hanno difficoltà di apprendimento e specifico per migliorare la coordinazione occhio-mano in attività quali la scrittura e gli esercizi atletici.

Come si esegue: In piedi: (fig 3) Ponete le braccia dritte di fronte a voi con i palmi delle mani uniti ed i pollici rivolti verso l'alto. Tracciate nello spazio il simbolo dell'infinito partendo dal centro e proseguendo verso l'alto e verso l'esterno. E'importante focalizzare lo sguardo sui pollici e mantenere i piedi distaccati ad una distanza pari alla larghezza delle spalle. Seduti: disegnare il simbolo dell'infinito ripetutamente su un foglio di carta a diverse grandezze.

Fig. 3(Fig. 3)

Questi due esercizi sono solo un esempio delle molte tecniche di Touch for Learning.
Nel prossimo numero parleremo delle tecniche kinesiologiche di alleviamento dello stress emotivo
.

a cura di
Cinzia Meschia


 

BioGuida n° 11 inverno 2005

Pubblicato su BioGuida [n° 11 inverno 2005]
"La via della scienza"

 

Shiatsu-Do n° 35 Dicembre 2005

Pubblicato su Shiatsu-Do [n° 35 Dicembre 2005]

Kinesiologia Specializzata

La kinesiologia specializzata è una metodica oli-stica che prende in considerazione la persona nella sua totalità: corpo, mente, emozioni. Integra le tradizionali filosofie orientali dei flussi energetici con il test muscolare di precisione, consentendo di raggiungere e realizzare un miglior benessere ad ogni livello.

Nella kinesiologia specializzata si opera in modo naturale con una modalità educativa, nel pieno rispetto dell'ecologia della persona: è un metodo in cui l'operatore riceve informazioni sugli squilibri energetici dell'individuo attraverso alcuni test muscolari. I muscoli, infatti, registrano variazioni della fisiologia del corpo manifestandole con maggiore o minore tensione. Il test muscolare consiste in una pressione variabile sui muscoli per notare la qualità di risposta degli stessi.

Per i kinesiologi la variazione nella risposta (vale a dire un muscolo più o meno forte) significa che c'è qualcosa su cui puntare l'attenzione. I test muscolari possono essere eseguiti direttamente su muscoli specifici, per notare il loro stato, oppure dopo aver eseguito delle modalità scelte dall'operatore su una base soggettiva. Parlando dei muscoli specifici, ipotizziamo come esempio di voler eseguire il test per evidenziare lo stato del muscolo grande pettorale clavicolare.

Alla persona analizzata viene chiesto di mettersi in una posizione che permette di eseguire il test sull'area muscolare interessata, avvicinandola e contraendo-la. L'operatore esegue una pressione per distendere o inibire il muscolo. Il muscolo risponderà immediatamente, avrà una risposta rallentata o inibita, oppure avrà una risposta troppo reattiva. Se i risultati sono gli ultimi due, si procederà con specifici riequilibri. Il secondo uso dei muscoli è quello di evidenziare se c'è dello stress in un'area indipendente dal muscolo testato.

Per esempio, volendo sapere se è in atto una situazione da stress emotivo, si verrà indotti a pensare a quella determinata situazione e, nello stesso tempo, l'operatore eseguirà un test su un muscolo. Per riconoscere se una parte del corpo ha un deficit energetico, verrà toccata proprio quella parte mentre si esegue il test muscolare. In questi casi la risposta del muscolo sarà in relazione a ciò che viene eseguito contemporaneamente al test o subito prima di esso.

Generalmente quando si scopre uno squilibrio, il muscolo darà una risposta inibita. L'operatore procederà quindi con delle tecniche di riequilibrio, che verranno scelte su una base prioritaria proprio con l'utilizzo del test muscolare. Le correzioni più indicate sono sempre quelle che rafforzano maggiormente i muscoli inibiti: esse aiuteranno anche a evidenziare il fattore che contribuisce allo squilibrio energetico.

Come è nata la kinesiologia

La kinesiologia nasce verso la metà degli anni '60 dalla mente di George Goodheart, un medico chiropratico americano dotato dì grande senso di osservazione e creatività. Durante lo sviluppo delle sue ricerche, Goodheart lavorò con un gruppo di colleghi tra cui il dr. John Thieù, anch'egli chiropratico, il quale ebbe l'idea di offrire a tutti gli enormi benefici della kinesiologia applicata.

Quest'ultimo pubblicò il suo libro Touch for Health nel 1973 presentando una sintesi di tecniche di kinesiologia applicata in una maniera comprensibile a tutti ed utilizzabile con facilità e sicurezza. Subito dopo fu fondata la Touch for Health Foundation il cui direttivo includeva sia Goodhearth che Thie. Fu creato un corso per istrut-tori che viene oggi applicato in tutti e 5 i continenti.

La Kinesiologia Specializzata arriva in Italia verso la metà degli anni '80 grazie a Maurizio Piva che, nel corso degli anni, ha reso disponibili le sue conoscenze e la sua professionalità alla formazione di professionisti attraverso l'organizzazione di corsi e la fondazione dell'Istituto di Kinesiologia Specializzata E Naturopatia, prima scuola di kinesiologia specializzata in Italia.


Perché funziona e a chi è rivolta la kinesiologia specializzata

Le malattie sono il risultato di un accumulo di stress fisici, emotivi ed ambientali che, alla fine, possono sfociare in sintomi fisici conclamati. Un mantenimento regolare con la kinesiologia specializzata può prevenire proprio questo accumulo.

Possono trarre beneficio dalla kinesiologia, dal bimbo nel grembo materno all'anziano, da chi si sente in piena forma alla persona ammalata. La kinesiologia specializzala riequilibra il sisfema corpo-mente rimuovendo stress negativi di tipo fisico, chimico o emotivo, riportandolo allo stato ottimale in cui esso possa aulorecuperare le sue l'unzioni. Ha una grossa applicazione soprattutto nel l'affronta re quel tipo di problematiche per cui non sia stata trovata una soluzione permanente. La corretta pratica della kinesiologia specializzata permeile al corpo di rivelare con precisione dov'è localizzato ^^
10 squilibrio energetico e cosa è necessario fare |XT riportare
11 benessere. In tal maniera i problemi possono essere cor-relli alla sorgente. La kinesiologia, non localizzandosi su sintomi specifici, comprova e corregge squilibri in tutto il sistema: le correzioni kinesio-logicho incoraggiano il corpo e la niente a recuperare da soli, qualunque siano i sintomi manifestati, quindi i sintorni spariscono senza interventi diretti su di essi.

Kinesiologia specializzala e kinesiologia applicata

Sebbene il termine kinesiologìa app/ic.tla (K.A,i sia comunemente usato per definire il metodo, tale nome è in realtà identificato con le tecniche messe a punto inizialmente da George Goodheart e, negli anni seguenti, da coloro che si sono identificali con il suo sistema. L'organizzazione che si identifica con il metodo di Goodheart, il Collegio Internazionale dì Kim'siologij Applicato, considera lali solo alcune tra le migliaia di tecniche che utilizzano lo slesso strumento fondamentale (il test muscolare kinesiolo-gico], poiché le altre fanno parte di ulteriori sistemi e scuole di pensiero kinesiologico, spesso fondate da chi è stato o è tuttora collaboratore dello slesso Goodheart.

Sono invece molli di più i professionisti provenienti dalle scuole della correnle Touch For Health che quelli della corrente K.A. e, pur all'interno della stessa, molti non si identificano neppure con il metodo della kinesiologia applicata anche se per convenzione talvolta lo stesso viene usalo. In Australia, Nuova Zelanda ed Ungheria, ad esempio, dove il metodo è riconosciuto a livello governativo e istiluzionale, la professione non viene definita "kine-siologia applicata" ma più semplicemente kinesinlogia, del resto, nella maggior parte degli altri paesi, non esiste una omonimia professionale come in Malia. Sebbene la K.A. rimanga, quindi, un metodo principe Iperché metodo del suo fondatore originario), non risulla essere il più appropriato dei termini per di'linire il metodo nella sua complessità.

E' quindi torse più corretto parlare di kinesiologia specizzata, nome conialo nel 1987 per raccogliere tutte le scuole di pensiero pur non essendo proprietà di alcuna di esse.

Dato per scontato che il termine venga comunque spesso utilizzato per convenzione, esiste una differenza Ira kinesiologia applicata e kinesiologia specializzata, pur utilizzando entrambe il test muscolare come strumento di indagine e pur condividendo molte delle tecniche applicate. Tale differenza fon-damenlale è, invece, il tipti di opprimiti verso il paziente e il suo problema. I medici che si avvalgono della kinesinlogia applicala partono dal sintomo e ne deducono la loro diagnosi medica, avvalendosi di strumenti tradizionali e avvalorando la loro analisi attraverso l'indagine funzionale della K.A., oltre a poter valutare in maniera più specifica e dettagliata il lipo di intervento da adottare.

L'operatore di kinesiologia specializzata invece non si occupa del sintomo e non formula diagnosi, che restano di competenza medica ma, partendo dal presupposto che l'intelligenza innata del corpo sia in grado di operare i correttivi utili al mantenimento della salute, usa tulli gli strumenti a sua disposizione affinchè il paziente possa ristabilire il giusto equilibrio, all'interno del quale il sistema riesca a Irovare l'opportunità di riorganizzarsi.

Spostando, quindi, l'attenzione e l'enfasi dal problema in atto alla salute potenziale, si viene a stabilire che è la persona ad essere al centro del processo e non la malattia. Qualunque disturbo la persona manifesti, esso non sarà il line del lavoro del kinesiologo specializzato, poiché il suo obiettivo rimane quello di aiutare l'individuo a sviluppare il proprio potenziale di autoguarigione insito nel sistema corpo-mente e che aspetta solo di essere liberato.
.

a cura di
Cinzia Meschia